La nostra selezione di azioni americane per l’acquisto

Molti investitori espandono le loro mire non solo al mercato nazionale, ma anche all’estero, specialmente a quello degli Stati Uniti, occasione per molte aziende di crescita e di sviluppo.

Per chi stesse cercando delle occasioni da acquistare sul mercato statunitense, vogliamo fornire qualche rapido consiglio su quelle che potrebbero essere le migliori azioni americane – trovate le altre qui – su cui puntare in questo periodo.

Facebook

Facebook è considerato da molte come il social network per eccellenza, e vanta un grande numero di utenti che utilizzano quotidianamente la piattaforma. Facebook è arrivato a quotarsi in Borsa dopo qualche anno dalla sua fondazione ed ha ottenuto un successo immediato, forse anche eccessivo per quello che era il reale valore dell’azienda, che venne inizialmente sopravvalutata nel valore delle sue azioni.

Ad oggi il numero di utenti unici che utilizzano il social supera il miliardo, con una grande risonanza ottenuta dai media, con il fenomeno di Facebook che è stato spesso oggetto di desamine per la sua struttura e per cercare di capire se il fenomeno della diffusione dei social fosse proprio partito da Facebook o se, semplicemente, il social network creato da Zuckerberg abbia avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto.

Nonostante tutto il successo ottenuto e la costante stabilità nonché crescita, garantita dalla possibilità di puntare su un titolo sotto gli occhi di tutti, le cui pubblicità sarebbero state capaci di raggiungere un grande numero di spettatori. Facebook, tra l’altro, non si è adagiato sugli allori e anzi ha stipulato diverse partnership con colossi del settore tecnologico come Microsoft, Google e Amazon, puntando a sviluppare insieme software innovativi per l’intelligenza artificiale, utilizzabile poi per numerosi intenti sul mercato.

La progressione di Facebook nel corso del tempo è ben rappresentata dal suo andamento in Borsa, con una sopravvalutazione iniziale che ha portato diversi problemi, superati poi in maniera eccellente con numerose fasi di rialzo, culminate poi da un crollo complessivo in occasione di scandali che hanno coinvolto la piattaforma, problemi da cui Facebook ha comunque saputo risollevarsi.

Un settore così fruttifero ha però alimentato la concorrenza di Facebook, che dovrà fare fronte a una concorrenza spietata nel mondo dei social e dovrà dimostrare di riuscire a mantenere la sua posizione predominante nel corso dei prossimi anni.

Nike

Un altro nome che attira molti trader è quello di Nike, società statunitense che concentra la sua produzione nel commercio di indumenti e calzature sportive. Grazie alla celebrità del suo marchio, Nike è arrivata a produrre magliette per molte squadre sportive celebri, con il marchio che ha subito nel tempo un’impennata nella sua celebrità, con più di 858 negozi sparsi in tutto il mondo.

Il brand attua una notevole diversificazione, cosa che lo rende un ottimo elemento su cui puntare, anche perché la notevole diversificazione contribuisce a piazzarla tra i primi tre gruppi del suo settore (insieme a Puma e Adidas) ed è considerata da molto tempo come uno dei maggiori produttori di abbigliamento sportivo al mondo.

Nike ha siglato numerose partnership, tra cui una nel 2003 con Philips, e un’altra nel 2006  con Apple, mirando alla creazione di un iPod speciale Nike+, prodotto di cui la produzione fu però interrotta improvvisamente per il poco successo.

L’accordo più importante è senza dubbio quello giunto nel 2014 con Adidas, accordo che ha suscitato molto scalpore proprio perché stipulato con una delle più grandi concorrenti dirette del settore.

L’azienda è stata anche al centro di una polemica scatenata da Greenpeace, che nel 2011 ha accusato l’azienda del ritrovamento di tracce di perturbatori ormonali, rinvenute esaminando campioni di vestiti. Il gruppo ha risolto immediatamente la cosa andando a rimuovere tutte le sostanze chimiche tossiche utilizzate nel processo di produzione.

Cosa si prospetta per il futuro?

Nike resta oggi un’azienda molto competitiva che deve lottare in un settore molto aggressivo. La conseguente politica aziendale assume andamenti volti a sbaragliare la concorrenza, cercando quindi di acquisire nuovi clienti. Allo stesso modo, Nike non possiede fabbriche, cosa che le consente di investire poco in strutture edilizie o in formazione e mantenimento di manodopera, tagliando quindi i costi accessori.

 

 

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