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Il Passo sospeso della cicogna

Titolo originale: Les pas suspendu de la cigogne

Inviato nei pressi della frontiera greca, Alessandro, un giovane reporter, scopre una città dove i profughi di varia nazionalità (curdi, iraniani, albanesi) si affollano in una cittadina macedone dopo aver attraversato il confine con un solo sogno in testa: partire e ricominciare la propria vita altrove.
Il giovane riconosce fra le tante persone un viso di un uomo politico scomparso qualche anno prima, in circostanze e per ragioni misteriose, senza lasciare tracce
Chiamata da Atene, la moglie non lo riconosce. L'uomo scompare nel nulla.
Scritta con Tonino Guerra e Petros Markaris e situata sulla frontiera in un algido dicembre (del 1999?), è una storia intesa come archetipo dei limiti che impediscono la vera comunicazione tra gli uomini.
È un film di alta classe stilistica e di liturgica lentezza sul quale pesa un'ombra costante di estetizzante frigidità. Un film sospeso, in tutti i sensi.

Approfondimenti

 

Regia:
Soggetto:
 
Sceneggiatura:
 
Dialoghi:
dialoghi
Fotografia:
 
Montaggio:
 
Interpreti:
Marcello Mastroianni; Jeanne Moreau; Gregory Karr; Dora Chrysikou
Musica:
 
Produzione:
 
Origine:
Francia - Grecia - Svizzera - Italia
Anno:
1991
Durata:
140 min.
Altro:
 
 
Il regista e il film
Theodoros Anghelopoulos

Nato ad Atene nel 1936, Anghelopoulos è figlio di piccoli commercianti. Si laurea in legge, emigra giovanissimo a Parigi dove frequenta l'IDHEC. Sono gli anni della nouvelle vague; Anghelopoulos avvicina Jean Rouch, sperimenta il cinéma direct. Tornato in Grecia, si occupa di critica cinematografica. Sono gli anni della dittatura dei colonnelli. Tenta con scarso successo la strada del cinema.
Solo nel 1970 riesce a realizzare un film valido: Ricostruzione di un delitto. In questo film recupera il miti degli Atridi per narrare una storia di adulteri e intrighi paesani. Il film suscita un certo interesse al festival di Berlino dove è presentato al pubblico europeo.
Nel 1972 inizia una trilogia sulla storia greca che parte dal 1936, anno della dittatura di Metaxas e che giunge fino agli anni Settanta: I giorni del '36, La recita (1975), I cacciatori (1977). Il suo è un trattato politico e una riflessione sulla cultura e sull'antropologia della Grecia, con le sue classi in conflitto, la presenza oppressiva dei militari, la debolezza delle strutture sociali e l'immaturità della sinistra.
Anghelopoulos inventa anche una forma narrativa, in cui sovrappone i segmenti temportali - ieri, oggi, l'altro ieri, oggi, ieri ecc. - nel corso di lunghissimi piani sequenza. Riesce così a fondere realtà politica e conflitti familiari, crudeltà, analogie con i classici in una specie di sospensione allucinata: da questo punto di vista efficace è "La recita", storia di poveri girovaghi.

Meno incisivo nei successivi film: Alessandro il Grande (1980) che ha per protagonista un bandito capopopolo; Il volo (1986) storia di un apicultore - interpretato da Marcello Mastroianni -; Paesaggio nella nebbia (1988) sulle vicende di due bambini.
Molto interessante il documentario dedicato a Atene (1982).
Lo sguardo di Ulisse (1995) è un viaggio nei Balcani alla ricerca della memoria e del cinema. Con questo film ebbe il premio della giuria di Cannes.
Nel 1998 conquista la Palma d'oro Festival di Cannes con L'eternità e un giorno.

Theo Anghelopoulos ha condotto a Bari “Film Stage 96” – Incontri Internazionali di Cinema
curati dalla coop. GET e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bari
Gli atti dei lavori sono pubblicati in Quaderni di Cinema –2- Ed. dal Sud, Bari, 1997


Filmografia essenziale

1968 Ekpombi (La trasmissione)
Regia soggetto e sceneggiatura: Theo Anghelopoulos; Durata: 23 minuti.

1970 Anaparastasi (Ricostruzione di un delitto)
Regia soggetto e sceneggiatura: Theo Anghelopoulos. Durata: 110 minuti. Gran Premio per la regia Festival di Tessalonica (1970), Premio per la migliore pellicola straniera, Festival di Hyères (I97I), Mensione speciale de FIPRESCI (Festival di Berlino 1971), Premio Georges Sadoul (I971)

1972 Meres Tu '36 ( I giorni del '36)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Theo Anghelopoulos; Durata: 110 minuti. Gran premio per la migliore regia e fotografia Festival di Tessalonica 1972, Premio del FIPRESCI Festival di Berlino 1972.

1974-750 O Thiassos (La recita)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Theo Anghelopoulos, durata:230 minuti.
Premio speciale della Giuria Festival di Taormina 1975,
Gran Premio Festival di Tessalonica 1975, Premio del FIPRESCI
Festival di Cannes I975, Gran Premio Festival di Londra 1976.

1976-77 I Kynighi (I cacciatori)
Regia, soggetto, sceneggiatura: Theo Anghelopoulos; durata: 165 minuti

1980 O Megalexandros (Alessandro il Grande)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Theo Anghelopoulos, durata: 230 minuti.
Leone d'Oro Festival del Cinema di Venezia (1980),
Premio FIPRESCI e premio Cinema Nuovo al Festival di Venezia (1980).


1983 Atene, ritorno all'Acropoli
Regia: Theo Anghelopoulos, durata: 43 minuti.

1984 Taxidi sta Kithira (Viaggio a Citera)
Regia: Theo Anghelopoulos, Produzione: Theo Anghelopoulos: 149 minuti
Premio per la miglior regia Festival di Cannes 1984.

I986 O Melissokomos (L'apicultore)
Regia: Theo Anghelopoulos, durata: 121 minuti.

I988 Topio stin omichli (Paesaggio nella nebbia)
Regia: Theo Anghelopoulos, durata: 127 minuti.
Leone d'Argento Festival di Venezia (1988),
Premio per la migliore pellicola Europea (Parigi 1989).

1991 To Météoro vima tou pélargou (Il passo sospeso della cicogna)
Regia: Theo Anghelopoulos, durata: 150 minuti:

1995 To Vlemma tou Odyssea (Lo sguardo di Ulisse)
Regia: Theo Anghelopoulos, durata 176 minuti.
Gran Premio della Giuria Festival di Cannes 1995.

I997-98 L'eternità e un giorno
Regia:, Soggetto e sceneggiatura, Theo Anghelopoulos,
durata: 132 minuti, 35 mm colore, Dolby SR
Palma d'oro Festival di Cannes 1998.