I
PEUCEZI
E'
il territorio corrispondente alla Puglia centrale. La denominazione
fu data dai Greci e dagli storici antichi, che descrivono una
Puglia suddivisa in Daunia, Peucezia e Messapia, come effetto
dell'insediamento degli Iapigi, mescolanza di Cretesi e Illiri,
che avrebbero scacciato gli Ausoni (che, insieme con sabini, lucani,
peligni, bruzi, campani, equi e sanniti abitavano il Meridione
d'Italia).
Le indagini storiche più recenti hanno accertato che intorno
alla fine del secondo millennio avanti Cristo si consolidarono
in Puglia, in varie ondate migratorie, almeno tre gruppi indoeuropei,
in parte di ceppo illirico: i Dauni nell'attuale provincia di
Foggia, i Peucezi nella Terra di Bari, e i Messapi nel Salento.
Questi gruppi furono variamente influenzati dalla cultura delle
colonie greche, fondate dal 700 a.C.; nella società peuceta
l'ellenizzazione fu praticamente monopolizzata dall'aristocrazia
locale, che ne fece un tratto distintivo della propria supremazia
culturale e politica.
Dal IV secolo a.C., la Peucezia e l'intera regione furono assoggettate
a Roma. I centri più importanti fondati dai Peucezi furono
Sannace a 5 chilometri da Gioia del Colle,
Rubi (Ruvo di Puglia). Bitonto, che nel IV
secolo avanti Cristo ebbe notevole importanza, come dimostrano
i ritrovamenti archeologici e le monete con la scritta Butontinon.
Fu abitata da coloni greci e fu florido municipio romano con il
nome di Butuntum (o Butontum) sulla Via Traiana, che ne favorì
i commerci. Toritto sorse probabilmente in un sito (Tutum o Torum
?) abitato dai Peucezi attorno al V secolo prima di Cristo.
In epoca romana fu territorio attraversato dal pascolo transumante
e dal relativo percorso viario, i tratturi, divenute importanti
vie di comunicazione secondaria rispetto alle grandi arterie.
Poi Sidion (Gravina in Puglia), Azezio
(Rutigliano), Sannicandro di Bari, che
sorse sul luogo di un abitato peuceta (Mezardon?) anteriore al
VI secolo a.C. Dal IV secolo, con la dominazione romana, divenne
colonia di Roma e tale rimase fino alla caduta dell'Impero Romano
(476 dopo Cristo); Conversano, di cui rimangono i resti delle
mura megalitiche.
E' citata nei più antichi documenti con il nome di Norba
(IV-III sec. a.C.). Nel Medioevo prese il nome di Cupersanum.
Giovinazzo, derivata probabilmente dalla peucetica Netium, che
andò distrutta nel corso delle guerre puniche, fu riedificata
e fortificata dai Romani: Traiano ne rinforzò la cinta
muraria.
Altri centri furono Valenzano, Altamura,
le cui origini sono molto antiche; Bari, popolata, nel sito dov'è
la città vecchia, fin dall'età del bronzo; fu abitata
dai Peucezi e conquistata, nel III secolo avanti Cristo, dai Romani,
che, in epoca imperiale, la vollero municipio.
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Adelfia,
nata con questo nome, per disposizione governativa, il 29 settembre
1927, dalla fusione dei due abitati di Canneto e di Montrone:
il primo fu fondato dai Normanni tra il 1080 e il 1090, sul luogo
di un antico centro peucetico (probabilmente Celiae), documentato
da caratteristiche ceramiche geometriche del VI secolo avanti
Cristo e da tombe d'epoca preromana del IV secolo; Montrone fu
fondata nel 980 da profughi greci. Modugno, sorta nei pressi di
un antico insediamento peucetico, è ricordata la prima
volta nel 1025.
Turi,
il cui territorio mostra tracce di insediamenti risalenti al II
millennio prima di Cristo. Secondo alcuni storici l'origine dell'abitato
sarebbe collegata a una Turum (o Thuriae) peuceta citata da Plinio
(23-79 d.C.). In epoca romana, dal IV secolo a.C., fu importante
centro commerciale e forse fu anche municipio. Centri peucezi
nella provincia di Taranto sono Castellaneta, che rappresenta
un anello di quella catena di insediamenti rupestri, che seguendo
una linea ideale di burrone in burrone, vanno da Grottaglie (Ta)
a Gravina (Ba).
Gli insediamenti castellanetani sono localizzati nella gravina
di Coriglione e nella gravina del Porto, dove ci sono anche un
dolmen, i resti di un villaggio peuceta (VI-V secolo a.C.), e
una masseria; e Laterza, le cui origini sono molto antiche: nel
sottosuolo sono stati ritrovati materiali risalenti a 4000 anni
fa.
Potrebbe derivare dalla romana Frotuerium, descritta da Plinio
(23-79 d.C., storico e scienziato latino). Fu sicuramente abitata
dai Peucezi (come dimostra l'insediamento della località
di Montecamplo) e dai coloni greci.
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GIOIA DEL COLLE
L'origine preistorica è testimoniata dai ritrovamenti archeologici
nella campagna circostante. A cinque chilometri dall'attuale abitato
c'è Monte Sannace, notevole centro della Peucezia, che
potrebbe corrispondere alla città apula di Thuriae (VI-IV
sec. a.C.) munita di cinque cinte murarie, abbandonata in seguito
alla conquista romana.
La moderna città (forse Joha) si sviluppò intorno
a un'antica fortificazione bizantina. L'area di Monte Sannace,
a 5 km dalla città, è un vero e proprio Parco archeologico:
abbraccia i resti dell'antico abitato apulo con un'acropoli sulla
sommità dell'altura (m 382), dalla quale era possibile
il controllo di un vasto territorio compreso tra l'Adriatico e
lo Ionio; e, più a valle, l'ampia metropoli con resti di
strade, case e mura.
Gli scavi hanno messo in luce tracce del Neolitico e di un insediamento
primitivo del IX secolo prima di Cristo.
E'
possibile cogliere le testimonianze dell'evoluzione dal villaggio
originario alla città. Un edificio del VI secolo ha restituito
numerose terrecotte architettoniche, costituite da antefisse a
palmette e a teste di Gorgonie dipinte in rosso e in nero.
L'area è oggetto di scavi sistematici solo dal 1957, benché
la rilevanza archeologica del sito fosse nota fin dal Settecento.
Per un lungo lasso di anni è stata "saccheggiata"
dai proprietari terrieri e dai contadini: "Il saccheggio
di una città indifesa, un saccheggio non più tra
le case, ma nel sottosuolo, smovendo ossa e rovistando fra esse.
Era un amore diverso per le sacre spoglie dei defunti, che nessuno
più piangeva, un amore che accendeva l'animo di quanti
i corredi di quelle spoglie presero a disperdere sui mercati di
ogni parte, ad abbellire salotti o ad arricchire musei d'Europa
e d'America" (Antonio Donvito).
Dal 1994 è presente sull'acropoli un campo di attività
della Scuola di Specializzazione per archeologi dell'Università
di Bari. I reperti trovati nelle tombe di Monte Sannace sono custoditi
nel museo archeologico di Gioia del Colle (Castello Svevo).
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RUVO
DI PUGLIA
Di origini peucetiche (VIII-VII secolo a.C.), diventò probabilmente
colonia Attica di grande importanza; nel 300 a.C. coniava monete
proprie in argento e bronzo. Entrò in rapporti con la Grecia,
Taranto e il mondo etrusco, divenendo fra il VII e il III secolo
a.C. un attivo centro di produzione di ceramiche.
Divenne municipio romano e stazione di sosta lungo la Via Traiana
con il nome di Rubi (probabilmente dal latino rupes= roccia) dove
sostò il poeta venosino Quinto Orazio Flacco nel viaggio
che intraprese da Roma a Brindisi. Fu distrutta dai Goti nel 463.
GRAVINA
DI PUGLIA
La zona fu abitata già nell'età del bronzo. Il vicino
colle Petramagna, oggi detto Botromagno, fu sede di un'importante
città peucetica, forse Sides o Sidion.
In età romana, con il nome di Silvium, era stazione della
Via Appia.
Il centro abitato, distrutto durante le invasioni barbariche,
fu riedificato dal V secolo.
Il sito archeologico è esteso circa 450 ettari, compresi
fra la collina di Botromagno, l'area di "Padre eterno"
(sul costone occidentale della gravina) e la zona di Santo Stefano
(nei pressi del tracciato dell'Appia antica).
Il sito è parco archeologico denominato "Sidin".
RUTIGLIANO
Nel suo territorio, in epoca preistorica, sorsero piccoli villaggi
che, verso l'VIII sec. a.C., si assommarono in due centri maggiori:
Azezio, cuore commerciale della Peucezia, e Bigetti.
In età romana si aggiunse Rutilianum. Azezio scomparve
verso il VII - VIII sec. d.C., in seguito alle incursioni saracene,
mentre Bigetti crebbe d'importanza.
Sotto Bisanzio assunse un ruolo di primo piano, al punto da intessere
legami commerciali di esportazione cerealicolo - vinicola con
le più importanti città dell'Impero d'Oriente.
ALTAMURA
Le origini sono molto antiche e risalgono al II millennio a.C.,
all'età del bronzo e del ferro, in un sito frequentato
250 mila anni fa: come attesta il ritrovamento (il 7 ottobre del
1993 ad opera del Centro Altamurano Ricerche Speleologiche, nella
grotta di Lamalunga) di uno scheletro umano intero del paleolitico,
il cosiddetto "Uomo di Altamura" - una scoperta di rilevanza
mondiale. Le altre testimonianze preistoriche sono: il Pulo -
cavità profonda 90 metri e larga 500 abitata nel Neolitico
-, e le varie centinaia di specchie dei dintorni, trasformate
in tombe dall'VIII secolo in poi.
Con i Peucezi l'abitato prese forma e fu cinto di mura per un
perimetro di circa 4 chilometri; si ignora il nome antico, ma
fu sicuramente un centro di notevole importanza.
Distrutta dai Saraceni, la città fu rifondata da Federico
II nel Duecento sull'area dell'antica acropoli, con funzioni militari
e commerciali.
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