Puglia:
   Crocevia di popoli e culture



  
  
  
  

  
 
  
  
  

 

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PERCORSI - STORIA


Puglia, questa terra fortunata, abitata da popolazioni preromane e preelleniche (Dauni, Peuceti e Messapi); raggiunta, secondo la tradizione, da Diomede che vi avrebbe fondato alcune città; attraversata probabilmente da Enea in fuga da Troia verso il Lazio, fu colonizzata dai Greci e poi conquistata dai Romani, i quali la contesero al cartaginese Annibale.
Dopo i Romani, vi passarono diverse popolazioni ed eserciti: Goti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, poi di nuovo Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Francesi, Spagnoli - oltre le sporadiche presenze corsare, barbaresche ed illiriche.
E ciascuna di queste popolazioni, di provenienza sia orientale che occidentale, portò in Puglia il proprio patrimonio storico e culturale, le proprie consuetudini di vita, la propria lingua e le proprie convinzioni religiose.
Tutto questo conferì alla Puglia un ruolo storico e la connotò come regione cerniera tra Oriente e Occidente, punto di incontro e di scontro di etnie, popolazioni, culture diverse, che qui lasciarono il segno e 1'impronta della loro presenza negli usi, nei costumi, nelle tradizioni, nella lingua, nell'arte, in molti atteggiamenti mentali e quotidiani.

Compresa fra Campania, Basilicata e Molise, è bagnata dall'Adriatico e dallo Ionio. Prevalentemente pianeggiante (Tavoliere delle Puglie, penisola salentina) e collinare, comprende gli altipiani del Gargano e delle Murge. Scarsi i corsi d'acqua (Fortore, Ofanto, Bradano, Candelaro).

Le origini di Bari risalgono a tempi assai remoti.
Abitata fin dalla preistoria, fu colonizzata intorno al 1000 avanti Cristo da popolazioni illiriche che formarono le stirpi dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi, egemonizzati culturalmente e politicamente dai coloni greci, giunti dal 700 a.C. Conquistata dai Romani a partire dal IV secolo, acquisì notevole importanza agricola e commerciale in epoca imperiale.
Dalle testimonianze archeologiche ritrovate in piazza san Pietro Monastero di Santa Scolastica nella città vecchia, si può dire che in quell'area vi era un porto marittimo già a partire dall'età Micenea. Tracce di un villaggio di capanne sono datate all'età del bronzo tra IX e VII sec. a.C., e più tardi fra VII e V sec. a.C. si forma un insediamento "peucezio" in funzione di porto della vicina e più ricca "Kailia". Dal IV-III sec. a.C. Bari si sviluppa come città autonoma con mura di difesa, abitazioni, necropoli, strade e batte una propria moneta di bronzo (tón Barinon = dei baresi). Dal III-II sec. a.C. Bari diventa Municipio romano con il nome di Barium: vi passa vicino la via Traiana, il suo porto accoglie la flotta militare, vi sorge forse una torre e si costruiscono ricche case decorate da mosaici e templi. Da allora il suo sviluppo si fa impetuoso: è sede episcopale in età paleocristiana (V-VI sec.) e più tardi centro di potere dei Longobardi (con la presenza di un Gastaldo) e addirittura, dall'840, sede di un piccolo Emirato arabo. Liberata dai Bizantini nell'876, diviene di fatto capitale dell'Italia meridionale (il Catapanato di Bari con potere su Calabria e Lucania), fino all'occupazione dei Normanni del 1071, che scelgono invece come capitale Palermo. Da allora la città perde l'autonomia, il primato nel commercio e, nonostante la traslazione delle reliquie di S. Nicola da Mora (Turchia) nel 1087, si avvia a una lenta decadenza, sotto gli Svevi e soprattutto gli Angioini e gli Aragonesi (XIII-XIV sec.). La città gode di un ultimo periodo di floridezza al tempo del Ducato di Isabella e soprattutto Bona Sforza, duchessa di Bari e Regina di Polonia, prima di decadere definitivamente negli anni del vicereame spagnolo (XVI-XVII sec.) e della dinastia dei Borboni. Riprenderà il suo sviluppo a partire dalla dominazione francese, con Gioacchino Murat al quale si deve, nei primi anni dell'800, la fondazione della città nuova (Borgo murattiano).

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.), fu occupata da longobardi, arabi e bizantini, fino all'insediamento definitivo di questi ultimi tra il IX e l'XI secolo. Dopo il Mille giunsero i Normanni e gli Svevi che, con Federico II, la fecero progredire in ogni campo. Dalla seconda metà del Duecento al Quattrocento dominarono gli Angioini, che inglobarono la regione nel Regno di Napoli.
Con la successiva dominazione aragonese, conobbe il feudalesimo dei baroni che organizzarono la produzione e la politica sul latifondo, deprimendo l'economia e paralizzando la crescita sociale.

Dal Settecento governò la dinastia spagnola dei Borbone che riformò la struttura statale e avviò opere di valorizzazione agricola. Dopo la breve dominazione francese, dal 1806 al 1815, che abolì il feudalesimo e ammodernò gli ordinamenti giudiziari, ritornarono i Borbone, contro i quali si rivolse il moto liberale del 1820-21, che anticipò il movimento patriottico unitario. Unita al Regno d'Italia nel 1860, fu suddivisa in tre province: Bari, Lecce e Foggia; più tardi furono formate quelle di Taranto e Brindisi. I moti contadini sconfissero il latifondo e determinarono il riassetto fondiario basato sulla piccola e media proprietà che, in molte zone, beneficiarono delle grandi opere di bonifica realizzate dal Fascismo e della riforma agraria postbellica.

Dagli anni Cinquanta agli Ottanta del Novecento, emigrarono quasi 800mila persone verso le Americhe e le altre nazioni europee. E all'industrializzazione locale a bassa intensità di capitale e collegata alle produzioni agricole, si sostituì la grande industria a partecipazione di capitale pubblico con la creazione dei poli di sviluppo monoproduttivi: siderurgia (Taranto), meccanica (Bari) e chimica (Brindisi e Manfredonia).

Dagli anni Novanta, questo modello industriale entrò in crisi e fu soppiantato dal rifiorire dell'agroalimentare e delle attività agricole. La regione fu altresì interessata dal rientro di numerosi emigrati e dall'arrivo di profughi dall'Est europeo. Gli ultimi decenni del Novecento sono anche quelli in cui la Puglia diventa meta di forti correnti turistiche e si accentua il dinamismo imprenditoriale in tutti i settori.