La famiglia dei Savoia, erede al trono d'Italia, sta per rientrare in patria dopo più di 55 anni d'esilio forzato.
Martedì 5 febbraio, i senatori hanno votato all'80% in favore di questo ritorno.
La penisola gira una pagina cupa della sua storia senza troppa impazienza.
Emanuele Filiberto, in un'intervista al New York Times, non ha risparmiato le critiche nei confronti degli uomini politici, soprattutto gli italiani - "tutti dei nullafacenti che votano solo per le cose che gli interessano direttamente" - .
I Savoia avevano presentato un ricorso davanti alla corte europea di giustizia, che aveva rinviato a Marzo il suo giudizio, al fine di lasciare all'Italia il tempo di regolare queste questioni di diritto.
Da alcuni giorni, la principale formazione dell'opposizione, i Democratici di Sinistra (DS), ha chiesto alcune garanzie prima di pronunciarsi a favore del ritorno.
Il 3 febbraio, da Ginevra, Vittorio Emanuele ha fatto una dichiarazione scritta: "Mio figlio ed io, con la presente, diamo la garanzia formale della nostra fedeltà alla Costituzione e al nostro Presidente della Repubblica.
Il ritorno in Italia della famiglia dei Savoia