Si respira un'aria di tensione a Salt Lake City. Basta alzare il naso al cielo per convincersene. Molti elicotteri si danno il cambio per scoprire le minime anomalie nelle ampie vie della città. I primi scoppi di un piccolo fuoco d'artificio irrigidiscono nei loro movimenti i numerosi soldati e agenti della sicurezza sparsi in ogni punto strategico. Poi i sorrisi ritornano sui volti quando bagliori rossi e verdi si riflettono sugli edifici del centro cittadino.
SPIEGAMENTO DI FORZE: venerdì mattina, l'allarme di una bomba in un aereo ha ricordato che l'America teme sempre degli attentati sui suoi territori. Il che giustifica un incredibile spiegamento di forze di polizia e militari in quasi tutto la Utah.
A qualche ora dalla cerimonia d'apertura, la tensione cresceva, man mano che il presidente George W. Bush si avvicinava alla capitale dei Mormoni. Durante il viaggio, il boeing 747 Air Force One ha fatto scalo nel Colorado, dove il capo dello stato ha tenuto un discorso molto energico fustigando i terroristi e i nemici del paese.
Man mano che l'aereo presidenziale si avvicinava e fino alla sua partenza da Salt Lake City, il traffico aereo doveva essere limitato e strettamente sorvegliato. Le misure di sicurezza e di controllo rafforzate nella città, dove una vera psicosi dell'attentato è sorta mentre affluivano le migliaia di spettatori, 130 mani.
Salt Lake trattiene il respiro scrutando il cielo.
Atmosfera prima dell'apertura, venerdì, tra la paura del terrorismo e l'attesa dell' Air Force One