UNA
ESCURSIONE
(di
Marco CRUDELE- Corso A)
Dopo
tre mesi e mezzo di inattività e pacchia, ci siamo nuovamente tuffati
nel magnifico mondo che è il nostro acquario, per completare il progetto
iniziato in prima media. Abbiamo incontrato il Prof. Cafueri, coordinatore
ed esperto del progetto, solamente due volte esclusa l’ uscita di sabato
e durante questi incontri abbiamo parlato del cambiamento della temperatura
dell’acqua nel Mediterraneo, e quindi il cambiamento di flora e fauna;
speravo, a dir la verità di trovare, anche se piccolo, un pesce pagliaccio
che avrebbe così allietato un po’ le nostre grigie giornate scolastiche.
Dopo
essere saliti sul pullman con la solita agitazione, siamo andati in
un nuovo posto, poiché l’autista aveva sbagliato strada, ma forse è
stata proprio questa la nostra fortuna; scesi, si sentiva la solita
aria pulita del mare e il profumo degli scogli, e poi c’erano molti
buoni posti per mettere le nasse, ah! se non ci fossero loro, dove andremmo a pescare? Le
tre nasse sono state piazzate immediatamente dai tre provetti pescatori
e, almeno la prima ha iniziato a dare subito i suoi frutti; con grande
sorpresa, mentre tutti gli altri stavano raccogliendo altri ospiti come
le alghe o le attinie, uno dei tre “pescatori”, come un fulmine a ciel
sereno è corso subito dal Prof. Cafueri e gli ha mostrato il primo frutto
della sua enorme pesca: aveva trovato un esemplare di “Pavo”, il blennide
più bello del Mediterraneo.
Dopo
poco tempo, sempre nella stessa nassa, sono entrati altri due esemplari
di Pavo, e questo fenomeno si ripeterà per ben altre due volte, però,
c’era un piccolo dettaglio che avevamo trascurato fino ad allora: i
Pavo sono dei pesci protetti e la legge vieta di pescarli. E va bene
rispettare la legge, ma quando c’è la fortuna non bisogna mai dire di
no: a scuola ne abbiamo portati solamente due ma si può dire che fanno
il loro effetto. Gli altri ospiti sono stati dei Palemon e dei granchi
scovati sotto le rocce. L’altra nassa, con grande sorpresa di tutti,
non ha preso niente eppure alla sua guida c’era un ragazzo che gli altri
anni s’era rivelato abbastanza esperto nel pescare. Dopo questa estenuante
mattinata, siamo ritornati in laboratorio e abbiamo riposto i nostri
“amici” nel loro ambiente naturale, ricreato nell’acquario.
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