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Dall'identità nazionale all'integrazione europea

Per secoli popoli e Stati hanno tentato, con la guerra e l’uso delle armi, di conquistare la supremazia sul continente europeo. In Europa, prostrata da due guerre sanguinose e dall’indebolimento della sua posizione nel mondo, si era fatta strada la consapevolezza che solo in pace e attraverso la concertazione fosse possibile realizzare il sogno di un’Europa forte e unita.
Tale sogno si va gradualmente realizzando e oggi l’unione Europea rappresenta un successo.
L’ Europa vive in pace da più di mezzo secolo. Insieme all’America del nord e al Giappone, l’U.E. è una delle tre regioni più prosperose della terra.
A cinquant’anni dalla sua nascita l’unione si trova tuttavia ad un crocevia, in un momento cruciale della sua esistenza.
L’ unificazione dell’Europa è imminente.
L’ Unione sta per aprirsi a più di dieci nuovi stati membri soprattutto dell’Europa centrale od orientale, per chiudere in tal modo definitivamente uno dei capitoli più foschi della storia europea: la seconda guerra mondiale e la successiva spartizione artificiosa dell’Europa.
L’ Europa e in procinto di diventare, senza spargimento di sangue, una grande famiglia; si tratta di un vero cambiamento che chiaramente richiede un approccio diverso da quello di cinquanta anni fa,quando sei paesi avviarono il processo.
L’Europa si trova ad affrontare contemporaneamente due sfide,l’una all’interno e l’altra al di fuori dei propri confini.
All’ interno dell’ Unione occorre avvicinare le istituzioni europee al cittadino. Indubbiamente i cittadini condividono i grandi obiettivi dell’Unione,ma non sempre vedono il nesso tra questi obiettivi e l’azione quotidiana dell’ Unione.
Anzi spesso temono che l’unione possa costituire una minaccia per la loro identità. Al di fuori delle proprie frontiere l’unione europea è invece confrontata ad un mondo in rapida mutazione e globalizzato. Dopo la caduta del muro di Berlino si è pensato per un momento che saremmo vissuti per lungo tempo in un ordine mondiale stabile e libero da conflitti. I diritti dell’uomo ne avrebbero costruito il fondamento. Solo pochi anni dopo tale certezza è tuttavia venuta meno. L’11 Settembre ci ha aperto brutalmente gli occhi. Le forze antagoniste non sono scomparse. Il fanatismo religioso,il nazionalismo etnico , il razzismo , il terrorismo guadagnano terreno .I conflitti regionali ,la povertà il sottosviluppo continuano a costituire il terreno fertile per il loro propagarsi. Qual è il ruolo dell’unione Europea in questo mondo trasformato?Ora che è finalmente unita, non deve l’Europa svolgere un ruolo di primo piano e costituire nel contempo un faro per molti paesi e popoli? L’Europa, continente dei valori umanistici, della Magna Carta, del Bill of Rights, della rivoluzione francese e della caduta del muro di Berlino. Il continente della libertà, della solidarietà e soprattutto della diversità, il che implica il rispetto per le lingue, la cultura e le tradizioni altrui. L’unica frontiera che l’Unione europea traccia è quella della democrazia e dei diritti dell’uomo. Poiché viviamo in un pianeta globalizzato ma al contempo totalmente frammentato, l’Europa deve assumere le proprie responsabilità nella gestione della globalizzazione. Il ruolo che essa deve svolgere è quello di una potenza che si scaglia risolutamente contro qualsiasi forma di violenza, di terrorismo, di fanatismo, senza chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie stridenti ovunque nel mondo in modo tale che non solo i paesi ricchi, bensì anche quelli poveri, possono trarne beneficio. Una potenza che vuole iscrivere la mondializzazione entro un quadro etico, in altri termini, calarla in un contesto di solidarietà e di sviluppo sostenibile.


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Progetto:
Un possibile percorso di integrazione

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