home                     foto                        ITC Romanazzi               DILOS CENTER

L'IMPAGINAZIONE DI UN GIORNALE
Come organizzare gli spazi nelle pagine
di Vito Scisci
 

Una delle fasi più importanti nella preparazione di un giornale è l’impaginazione che consiste nell’esatta disposizione degli spazi nella pagina. In passato quest’attività era svolta dal tipografo che componeva le pagine insieme al giornalista. Con il passaggio dal piombo alla fotocomposizione sono nate le “gabbie” elettroniche preparate al computer, sulla base di un menabò (progetto esecutivo) disegnato dai grafici, all’interno del quale i giornalisti collocano gli articoli. La struttura “ad incastro” è stata così sostituita da un’impaginazione “a blocchi separati” che consente ad esempio, se arriva una notizia più fresca, di sostituire l’intero blocco, titolo compreso. Oggi, grazie alla videoimpaginazione, i giornalisti gestiscono le pagine direttamente sul video, apportando le modifiche necessarie.

Formato, colonne, piani

Innanzi tutto bisogna considerare le dimensioni del giornale (il formato grande tradizionale o il cosiddetto “tabloid”), i contorni e gli elementi interni essenziali. Le colonne (dalle 9 del grande formato alle 6 del tabloid), che dividono verticalmente la pagina, devono mantenere il giusto rapporto tra la lunghezza e la grandezza dei caratteri, separate tra loro da uno spazio bianco che agevola la lettura. Ci sono poi i diversi “piani” che danno ordine alla pagina rispettando gli allineamenti, definendo il “taglio” alto, centrale o basso.

Disegnare la pagina

E’ il direttore che, coadiuvato dal caporedattore, assegna ai capi servizio la gestione delle pagine. Il capo servizio “disegna” la pagina che, fin dall’inizio, non è vuota ma ha degli “ingombri” (spazi), già destinati alla pubblicità, costituiti da uno o più “moduli”, le cui dimensioni variano a seconda del giornale. Chi commissiona la pubblicità vuole che l’inserzione sia inserita vicino alle notizie per cui il giornalista deve cercare di bilanciare gli spazi fra gli articoli e gli annunci pubblicitari. Verificati gli spazi effettivamente disponibili, al netto delle pubblicità, il capo servizio può prevedere gli spazi da destinare ad articoli e notizie, realizzati da redattori o da collaboratori esterni. A differenza del passato, dunque, il giornale viene disegnato in anticipo rispetto alla sua realizzazione e così l’articolista sa a priori quante “battute” ha a disposizione, considerato che il computer ha sostituito le “cartelle” dattiloscritte.

La posizione

La posizione che ogni articolo assume nella pagina ne riflette l’importanza e, dunque, esprime una “gerarchia” stabilita dalla redazione. Così l’articolo principale sarà quello di “apertura” (in alto a sinistra), nonostante vi siano dei giornali che decidono di “aprire” anche la prima pagina con una foto. Importante è poi la “spalla” (in alto a destra) perché si ritiene susciti maggiore attenzione da parte del lettore. Il capo servizio “mette in pagina” l’articolo, definendone la posizione (taglio alto, centrale, medio) e utilizzando il carattere scelto per l’intero giornale. Dà quindi al  “pezzo” (articolo) un titolo evidente ed armonico, breve ed efficace, disposto su una o più righe, a seconda del numero di colonne, completandolo con occhiello, sottotitolo, sommario, catenaccio.

Il periodico

La  progettazione e lavorazione della singola pagina, nella redazione di un periodico, comincia soltanto dopo aver fissato gli argomenti del numero e stabilito la posizione degli articoli (comprese le foto) e delle inserzioni pubblicitarie già concordate. Sistemati gli spazi pubblicitari, gli articoli potranno essere collocati secondo una successione logica degli argomenti, in base alla formula del giornale. Il maggior tempo a disposizione prima di ogni uscita, rispetto ai quotidiani, consente un’impaginazione più curata, obbliga a modificare con una certa frequenza lo stile delle pagine per evitare monotone ripetizioni e consente scelte grafiche diverse per rendere l’importanza di un articolo, dal corpo del titolo all’uso di un “fondino” che crei gli opportuni contrasti.

 

 

 I LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE
 di Antonio Rossano

L'IMPAGINAZIONE DI UN GIORNALE
 di
Vito Scisci

COMUNICARE IN VIDEO
Consigli utili davanti al teleschermo
 di
Vito Giannulo

LA COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA
L'impresa e la difficile sfida del mercato
 di
Laura Conte

L'ATTIVITA' DI UFFICIO STAMPA
Gli strumenti per comunicare
 di Antonio
Lorusso

IN VIAGGIO NELLA RETE
La comunicazione globale
 di Pino Bruno

I FERRI DEL MESTIERE
Le regole della professione giornalistica
 di Michele Partipilo


Reallizzato dal DILOS CENTER dell'I.T.C. "D. Romanazzi" - Bari "Progetto COMUNICAZIONE 2001"